Web 2.0 ed e-learning 2.0 – Le nuove frontiere della formazione!

Nel Web 2.0 la rete è più interattiva e dinamica e sono gli utilizzatori, più che le tecnologie, ad aggiungere valore ai servizi che il Web propone. Grazie all’architettura partecipativa messa a disposizione da nuove applicazioni, ogni singolo individuo può diventare attore e autore di contenuti (User generated Content o UGC), scambiati e condivisi (Social Networking), secondo modalità partecipative e collaborative con il resto della “community”.
La rete diviene il luogo dell’intelligenza collettiva (P. Lévy), distribuita ovunque e continuamente valorizzata e luogo dell’intelligenza connettiva (D. De Kerckhove) che, favorita dalle connessioni, si attiva per la risoluzione pratica di problemi specifici, moltiplicando conoscenze e competenze. Si possono individuare nel Web 2.0 quattro principali componenti:

  1. Il Web diventa la piattaforma che fornisce servizi attraverso il browser;
  2. La diffusione di applicazioni o Social Software che consentono agli individui di creare ed elaborare contenuti condivisi (Blog e i Wiki), di pubblicare e diffondere informazioni (Wikipedia), immagini e foto (Flickr), video (YouTube) e audio (iTunes), di interagire e collaborare in rete (messaggistica istantanea es. Skype, audio e video conferenze);
  3. Ci sono nuovi sistemi di classificazione e di ricerca collaborativa di in-formazioni (folksonomy) attraverso l’utilizzo di parole chiave(tag) scelte liberamente. Sistemi RSS (Really Simple Syndication) che, attraverso il filtraggio di informazioni per parole chiave, notificano all’utente ogni novità o aggiornamento;
  4. Il Social Networking consente di creare reti di relazioni e di contatti in cui la collaborazione assume il ruolo chiave per la crescita e lo sviluppo: – In ambito professionale (LinkedIn) – In ambito delle relazioni personali (Facebook, My Space, Friendster).

In sintesi queste nuove tecnologie facilitano la comunicazione e la costruzione condivisa di nuova conoscenza nelle comunità e tra diverse comunità. Questa trasformazione di nuove modalità di apprendimento ha caratterizzato in modo innovativo i modelli di e-learning e gli ambienti di apprendimento, portando alla definizione di e-learning 2.0 (Stephen Downes, 2004). Esso si pone l’obiettivo di recuperare le potenzialità insite nelle modalità spontanee, informali (Bonaiuti, 2006) di utilizzo della rete, sia attraverso l’apprendimento individuale, sia mediante la costruzione di reti di esperti, comunità di interesse, che si aggregano spontane-amente al fine di risolvere problemi concreti.

Il Web diviene il setting formativo per l’integrazione tra apprendimento formale e informale e si realizza con l’elaborazione del concetto di Personal Learning Environmento PLE (Tosh e Wermuller, 2004; Wilson, 2005). È nell’ambito delle riflessioni sull’e-portfolio, inteso come una raccolta di informazioni pubblicata sul Web, un diario online o un passaporto formativo delle proprie esperienze di apprendimento, nel quale gli studenti hanno la possibilità di creare, condividere e fare rete, che si concretizza il concetto di PLE o ambiente personale di apprendimento. Esso diviene lo spazio operativo, in rete, dove il controllo dell’apprendimento è centrato sul soggetto, sui suoi bisogni conoscitivi e sulle sue capacità di aggregare, organizzare le risorse formative e di gestire esperienze di apprendimento.

Invece di integrare gli strumenti in un singolo sistema, il PLE si focalizza sul coordinamento delle connessioni tra l’utente ed un’ampia gamma di servizi offerti sul Web. Ciò permette di integrare esperienze in diversi ambienti (educazione, lavoro e intrattenimento) in un’ottica di Lifelong Learning. L’e-portfolio diviene lo strumento elettivo dove integrare momenti formali e informali, utilizzi personali e spazi collettivi.

(tratto da unibo.it, articolo della Dott.ssa Anna Lamandini; Ricerche di Pedagogia e Didattica, (2009) – Didattica e Nuove Tecnologie)