Scienze, psiche e terapia. La relazione nel mondo delle Arti Terapie

Prigogine ha sempre auspicato la necessità che la scienza moderna fosse una scienza veramente olistica; una scienza che non si arroccasse negli specialismi, non si frammentasse nei particolari, ma cercasse di ricomporre i saperi tra di loro.
frida-kahlo-scienza-psiche Questo è un tipo di scienza che cerca di creare un ponte tra l’essere e il divenire della natura, poiché guarda all’universo come una realtà in evoluzione, non statica. Ma cerca di creare anche un ponte tra i differenti aspetti della natura con la quale noi veniamo in contatto (in particolare gli esseri umani e le loro relazioni), e i differenti modi in cui cerchiamo di interpretarne il funzionamento.
Recenti studi sulla mente ci hanno dimostrato che le varie parti del cervello e i suoi neuroni sono meno specializzati di quanto si pensasse, e sono comunque in grado di modificare abbastanza facilmente, se necessario, le loro mansioni. Dunque il cervello stesso presenta, al di là delle differenti funzioni cui è preposto, una sua unitarietà di fondo.
La scienza cui fa riferimento Prigogine è una scienza di un universo in cambiamento, è una scienza che accetta la complessità, ma che non rinuncia a cercare di comprenderla e spiegarla; una scienza che tenta di dare comunque una forma matematica (e quindi rigorosa) alle leggi del caos. Siamo dunque in una condizione di equilibrio, molto delicato ma estremamente significativo, tra il superare, da una parte, un determinismo ottuso (riduzionismo eccessivo, causa-effetto lineare, leggi solo quantitative, semplificazione banalizzante), e dall’altra parte una concezione puramente caotica della realtà, vista come irripetibile, impossibile a studiare, comprendere, prevedere. Ho citato Prigogine perché la sua risulta una concezione della scienza che si attaglia perfettamente al nostro ambito, alla nostra disciplina, se guardiamo alla psicoterapia in senso lato e non ristretto; una psicoterapia intesa non solo come cura di patologie ma soprattutto come possibilità di leggere, analizzare e comprendere i funzionamenti complessi dell’essere umano e le sue relazioni con l’ambiente circostante. E ancora di più mi sembra si attagli alla strada che in particolare la psicoterapia corporea e la psicologia funzionale hanno percorso all’interno della più vasta area disciplinare.