Il paziente che parla di Sè: la coesistenza del problema e del disagio

La coesistenza del problema e del disagio

disagioA volte gli Operatori, nel raccontare le proprie esperienze professionali, evidenziano  la confusione con cui l’Utente parla di sé e del suo problema.  Cerchiamo allora di comprendere da dove può avere origine questa confusione. Il più delle volte il disordine con cui viene presentata la successione dei fatti, e la illogica gerarchia di valori ad essi applicata, scaturiscono da un dato di fondo che caratterizza l’esperienza di chi si trova alle prese con una faccenda complicata: in queste circostanze, infatti, si vive contemporaneamente sia un problema che un disagio. Con il primo termine si intende il dato di realtà,  materiale o comportamentale, che viene  avvertito come ostacolo alla realizzazione delle proprie esigenze. Il secondo si riferisce al complesso di convinzioni, pensieri ed emozioni  vissuto dalla persona di fronte al problema. Il disagio, cioè, è cosa  si pensa di sé e degli altri nel momento in cui si avverte la propria inadeguatezza, reale o presunta, a trovare la soluzione. Facciamo un esempio forse semplicistico ma che chiarisce ciò di cui stiamo parlando: Tizio esce di casa per un importante appuntamento di lavoro. Ha fretta. Si accorge che una ruota dell’auto è a terra. Pensa che è proprio sfortunato, che capitano tutte a lui, che avrebbe dovuto anticiparsi prevedendo un contrattempo, che il  suo non è il modo di fare di un  vero professionista … ed intanto il tempo passa e non  si decide a fare l’unica cosa che è opportuno fare, ovvero prendere gli attrezzi dal portabagagli e sostituire la ruota.

In questo caso la foratura è il problema, ciò che Tizio  si dice riguardo la sua superficialità è il disagio … che, se non agisce, diventa effettivamente il problema. Nella relazione di aiuto, dunque, la confusione dell’Utente dipende, spesso, dall’intreccio problema-disagio. L’Utente, cioè, vive una condizione emotivo-cognitiva che lo porta a non distinguere tra dato di realtà e stato d’animo, anzi in alcuni casi può interpretare il senso di impotenza  come il problema.

(tratto dal testo Ascoltare per comunicare, comunicare per conoscere di Alfonso Cappa)