Perché la parola “mamma” ha un suono simile in tutto il mondo?

MammaMamma, maman, mamà, mom, mummy, mamãe, mother e così via…

Ti sei mai chiesto perché la parola “mamma” ha un suono simile in (quasi) tutto il mondo? È una curiosità molto interessante e dal momento che la Festa della Mamma è alle porte…quale momento migliore di questo per approfondire?

Questa assonanza è presente nella totalità delle lingue europee: mummy, mum, mother (inglese), mamá (spagnolo), mom (tedesco), maman (francese), mamãe (portoghese), mami (albanese), mamma (norvegese, italiano, islandese, ecc.), mamă (rumeno), mama (ucraino, olandese, croato, ecc.), maminka (ceco) e potremmo continuare all’infinito.

Sì, davvero all’infinito. Forse ti stupirà sapere che il suono di questa parola, non è simile solo nelle lingue appartenenti alla medesima famiglia linguistica, come quelle sopracitate. Esplorando la traduzione della parola “mamma”, infatti, si scopre che in altri paesi (anche molto lontani dal nostro),  la pronuncia resta simile. Ad esempio, nelle seguenti lingue: cinese, thai, giapponese, eschimese, swahili africano e hindi fijana. Stesso discorso vale per alcune popolazioni indigene.

A questo punto è probabile che tu ti stia chiedendo “ma accade la stessa cosa anche per la parola papà?”. Ebbene sì, esiste una pronuncia simile anche per il termine papà, nei diversi paesi del mondo. Per fare solo qualche esempio, abbiamo “mpampás” in greco, dad” in inglese, “papà” in francese.

Perchè i termini “mamma e papà” si pronunciano e si scrivono in modo simile?

Alcune teorie ipotizzavano che la causa principale fosse la provenienza di questi termini; ovvero, il ceppo comune indoeuropeo. La scoperta che questi suoni rimangono gli stessi anche in altri ceppi linguistici però, ha fatto decadere questa teoria.

Una teoria più recente è quella del linguista R. Jakobson. Il bambino, nei primissimi mesi di vita, emette delle semplici vocalizzazioni. La vocale che pronuncia per prima è la “a“, che sicuramente è la più facile. Basta infatti aprire la bocca e fiatare per produrre questo suono. Le prime consonanti sono quelle nasali: “m” e “n. I primi suoni labiali sono invece “b“, “p“, “d“, “v“, “t“.  A partire dal 6°-7° mese, compare la lallazione canonica: il bambino produce sequenze consonante-vocale. Ed ecco che iniziano le prime articolazioni fonetiche che ricordano le parole mamma e papà (ad esempio “mama”, “dada”, “nana”). Il bambino chiaramente, in questa fase così precoce, non ha ancora intenzione di pronunciare queste parole. I genitori però, pensano che il momento tanto atteso (la gioia di sentirsi chiamare “mamma” o “papà”) sia finalmente arrivato. Iniziano così a gareggiare per conquistare il primato: “ha detto prima papà!”, “no, ha detto mamma!”.

Grazie alle continue stimolazioni dei genitori, il bambino arriva a pronunciare correttamente queste parole, attorno al primo anno di vita. Mamma e papà, sarebbero quindi il risultato dei primi suoni del bambino e del rinforzo che su di essi viene esercitato dal genitore. È l’adulto, in altre parole, a dare valore semantico a tali suoni, restituendo ai bambini una parola carica di significato. La grafia viene poi adattata a seconda del sistema fonetico della lingua di riferimento.

Ti è piaciuto questo articolo? Per raggiungere gli altri contenuti del blog di Discentes, clicca qui.