Introduzione alla Danzaterapia

Qualsiasi movimento del corpo, se autentico, è creativo. Per comprendere l‟autenticità e la creatività di un movimento, occorre scoprire, o riscoprire, il valore che il corpo ha e le sue potenzialità: è questo il fine più nobile della danzaterapia. La danzaterapia, come tutte le altre pratiche che fanno appello al linguaggio creativo, parte dal corpo poiché il corpo non inganna mai;


nasce dalla danza contemporanea, che consente di esprimere le emozioni attraverso il movimento e porta a dei benefici non solo a livello emozionale, ma anche fisiologico, soprattutto in quelle persone che hanno disabilità fisiche. Molte ricerche e interventi, soprattutto negli ultimi anni, si sono orientati verso lo studio delle infinite potenzialità comunicative dell‟essere umano, al di là delle differenze e sofferenze individuali. L‟interesse per l‟applicazione di modalità espressive non verbali in ambito preventivo, riabilitativo e psicoterapeutico è progressivamente cresciuto poiché in diversi percorsi di studio è stata messa in luce la valenza positiva che ogni “limite” racchiude in sé. La danza diventa terapeutica perché stimola le persone a confrontarsi con i propri limiti, a superarli e a trasformarli in spunti creativi. Dando ascolto al corpo e al suo linguaggio, si può prendere coscienza di alcune verità di cui la ragione non è conoscenza e che, non possono essere trasmesse attraverso la parola. La danza vive ugualmente nel tempo e nello spazio… movimento ritmico in una successione spazio-temporale, senso plastico dello spazio, viva rappresentazione di una realtà visiva e fantastica… tutto è presente nella danza… liberato dalla volontà; chi danza si abbandona alla beatitudine di un gioco consacrato, all’ebbrezza che lo allontana dalla monotonia della vita di ogni giorno… la danza è la vita ad un grado più elevato ed intenso… Con questa affermazione, Sachs definisce la danza come la madre delle arti, intervento terapeutico globale, in cui anima e corpo diventano unità inscindibili.