Formazione ELearning: 5 punti a favore

L’istruzione e la formazione sono fondamentali per sviluppare il progresso in tutti i settori della conoscenza. Purtroppo per molti, l’accesso all’istruzione non è sempre facile. Ci sono tante teorie su come l’istruzione possa essere migliorata, ma la possibilità di trasmettere e diffondere la conoscenza è uno dei passi più semplici, e al contempo più complessi, che possiamo progettare per migliorare gli standard di formazione globale. In questo articolo presento le mie riflessioni sul tema.

  1. Sì all’e-learning. Perché le esigenze della formazione cambiano rapidamente.

In tutti i Paesi occidentali si compiono ricerche e sondaggi per monitorare il gradimento della formazione scolastica e accademica. L’impressione è che spesso il sistema sia carente, vecchio e inefficace. Anche in Italia si ha la sensazione che le scuole non funzionino, che i programmi vadano rivisti, che la riforma del sistema scolastico sia irrinunciabile. È un dato di fatto che, aldilà di problematiche strutturali del settore scolastico, grazie alla tecnologia e al web gli scenari e le esigenze delle persone cambiano più velocemente e le istituzioni scolastiche faticano a stare al passo con i tempi.

  1. Sì all’e-learning. Perché l’istruzione ha bisogno di più tecnologia

Come detto prima, la quantità di persone non soddisfatte del sistema educativo nazionale implica la necessità di un cambiamento. L’era digitale ha superato il tradizionale paradigma “lezione e libro di testo” e oggi gli studenti si aspettano molto di più che l’apprendimento su un libro, e questo grazie alla quantità di informazioni facilmente reperibili su internet e attraverso i dispositivi mobili. Alessandro Baricco, nel suo saggio “I barbari” configura i nativi digitali come una generazione totalmente nuova, basata sulla possibilità di saltare tra i contenuti in modo orizzontale, in contrapposizione al modello verticale e nozionistico ereditato dalla rivoluzione post industriale.

  1. Sì all’e-learning. Per agevolare l’accesso all’istruzione

L’accesso all’istruzione è uno dei più grandi ostacoli che il mondo affronta in questo momento. Anche nei paesi sviluppati, molte persone stanno lottando per guadagnare borse di studio, o lavorano duramente per pagare per la loro formazione universitaria e post-universitaria. In tal senso, progetti come i MOOC (Massive On Line Open Course) stanno dando un prezioso contributo, ma la strada da compiere è ancora molta. È ormai opinione condivisa che un corso FAD (formazione a distanza) ha il vantaggio di poter essere seguito dagli studenti senza faticosi spostamenti fisici e costose iscrizioni e tasse universitarie. E, se realizzato bene, può a volte superare gli obiettivi di formazione di un corso tradizionale. Chiaramente contenuti e interattività, comunità di pratica e library organizzate, centralità dello studente e linguaggio social sono fondamentali in questo tipo di progetti. Ma i vantaggi sono notevoli: gli studenti riconoscono subito i corsi che li rendono protagonisti attivi e che li spingono al massimo della loro esperienza formativa.

  1. Sì all’e-learning. Perché è flessibile

L’e-learning è diventato sempre più popolare, facendo diminuire drasticamente ogni connotazione negativa di apprendimento a distanza. Merito delle iniziative di Università importanti come  il MIT di Boston e la UC di Berkeley che offrono un ottimo catalogo di corsi online gratis. Ma quello che rende interessante l’e-learning e la possibilità di aggiornare con semplicità i contenuti che così sono sempre i migliori disponibili. Inoltre oggi è possibile arricchire l’offerta con pillole formative, video, videoconferenze, gamification, insomma una grande varietà di strumenti che adattano il corso ai diversi target di studenti. Il tutto, senza dimenticare l’importanza dell’apprendimento collaborativo: l’e-learning diventa più flessibile e coinvolgente grazie all’integrazione di strumenti di apprendimento tradizionali (lezioni audio/video dei docenti) con nuovi strumenti di tipo collaborativo quali classi virtuali sincrone, comunità di pratica, dando la possibilità agli studenti di beneficiare dell’esperienza dei loro coetanei e diventare protagonisti dell’apprendimento, grazie a un modo più efficace e social d acquisire e conservare le nozioni. La sfida è incentivare i discenti a sentirsi parte attiva di una comunità, anche attraverso strumenti semplici, immediati e che replichino telematicamente piattaforme che utilizzano quotidianamente per fare altro.

  1. Sì all’e-learning. Perché aiuterà anche le Istituzioni

È chiaro che c’è molta resistenza da parte di istituzioni verticalizzate ad accogliere le prospettive offerte dal web e dalla formazione on line. Eppure il cambiamento appare difficilmente evitabile. Già adeso esistono alcune grandi piattaforme come la Open Universities Australia, un consorzio di 13 scuole con un mix di corsi di laurea e post-laurea, tutti a distanza.

Occorre condividere a tutti i livelli le prospettive offerte dall’e-learning. Ad esempio, docenti e scuole possono ottenere grazie al web una platea più ampia per i loro corsi; i potenziali studenti possono fruire dell’offerta formativa più facilmente e non ha importanza se si trovino in Italia o in qualunque altra parte del mondo; e ancora i docenti potranno e possono offrire i contenuti formativi proprio lì dove ce n’è bisogno, si pensi ad esempio, a informazioni mediche e scientifiche disponibili on line dedicate a popolazioni alluvionate o colpite da epidemie. La formazione e l’informazione può raggiungere così persone impossibilitate a muoversi a causa dell’impraticabilità delle strade o per altre differenti cause.

(tratto da teleskill.net)