Formarsi in Arte Terapia

Cresce oggigiorno, nel panorama delle varie figure professionali che si occupano di relazione d’aiuto, la necessità di favorire percorsi formativi volti all’acquisizione di nuove strategie mirate alla prevenzione ed al recupero del disagio (minorile ed adolescenziale così come il disagio esistenziale spesso rilevato in vaste fasce di popolazione di diversa estrazione socioeconomica ed anagrafica). Questo perché ci si rende sempre più conto della crescente complessità delle problematiche emergenti nel mondo della prevenzione, della riabilitazione e della terapia, come anche parallelamente avviene nel contesto educativo, lavorativo e familiare.

A fronte di questo crescente bisogno di una formazione che dia strumenti efficaci e spendibili all’interno dei più svariati contesti applicativi, troviamo un limite oggettivamente riscontrabile nelle esperienze formative proposte da Università, Istituti di Formazione ecc., ossia quello di preparare teoricamente alla gestione della relazione d’aiuto, tralasciando quello che è il piano della pratica lavorativa e, in particolar modo, della supervisione dei fenomeni transferali e controtrasferali sempre attivi in questi contesti. Infatti, nella sua pratica lavorativa quotidiana, l’operatore, come individuo prima ancora che come professionista, è chiamato ad intervenire portando con sé non solo il suo bagaglio di conoscenze ed esperienze, bensì anche se stesso, la sua Psiche, i suoi tratti caratteriali, le sue difese, i suoi vissuti passati e spesso rimossi. Questi aspetti, ineludibili all’interno di una relazione basata sull’empatia, la reciprocità e lo scambio emotivo , rendono il confronto tra gli operatori ed il loro ambiente lavorativo tanto interessante quanto complesso e di difficile gestione.

L’operatore, nel corso della sua formazione, è messo di fronte ad una grande mole di informazioni in entrata, ma non sempre nel percorso affrontato trova dei contenitori utili ad una riflessione ed elaborazione di quei suoi elementi interni, fondamentali nella gestione futura delle sue capacità di svolgere il lavoro per il quale si sta formando. Sappiamo che gli incontri di supervisione – in cui un docente esperto è in grado di restituire all’operatore ed alla sua equipe elementi utili all’elaborazione dei vissuti emergenti, dei conflitti, ecc. – sono un utile metodo di prevenzione rispetto alle possibili difficoltà della vita personale e professionale dell’individuo. Tali difficoltà sono di sovente connesse con ciò che accade nel proprio luogo di lavoro e, a sua volta, il luogo di lavoro diventa lo scenario in cui ciascuno riversa le problematiche esistenziali e personali. La supervisione degli operatori, dunque, è da intendersi anche come forma di garanzia degli utenti che accedono alle diverse occasioni di incontro con i professionisti del settore.