Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA): come riconoscerli?

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Una preoccupazione che accomuna spesso insegnanti, educatori e genitori è quella che concerne il corretto apprendimento dei bambini a scuola.

Non sempre questo processo si svolge in maniera regolare, può capitare che, bambini apparentemente idonei all’apprendimento, manifestino difficoltà nella lettura, nella scrittura, nell’esecuzione dei calcoli.

Diventa allora interessante per l’adulto, essere informato rispetto a questi disturbi, per poterli riconoscere ed intervenire adeguatamente e tempestivamente oppure sottoporre il caso all’attenzione di chi ha le competenze per farlo.

L’acronimo DSA indica i Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Questi si presentano con difficoltà a carico di uno specifico settore di abilità in modo significativo ma circoscritto, senza compromettere in alcun modo il livello intellettivo generale.

Si suddividono in quattro tipologie e può manifestarsi la compresenza di più disturbi nello stesso individuo (comorbilità):

  1. Dislessia: è il disturbo dell’apprendimento più conosciuto e allo stesso tempo il più limitante in ambito scolastico. Interessa la lettura, può influenzare sia la velocità che la quantità di errori commessi;
  1. Discalculia: interessa la matematica, può influenzare capacità di calcolo, velocità di esecuzione, apprendimento della tavola pitagorica;
  1. Disgrafia: interessa la capacità di scrivere nella componente grafica-motoria (calligrafia e velocità);
  1. Disortografia: interessa le regole ortografiche della scrittura.

Non si tratta di handicap gravi né di problematiche attribuibili primariamente a fattori emotivi, sociali, educativi. Si tratta piuttosto del mancato raggiungimento dei traguardi formativi che sono considerati essenziali nel contesto di vita del bambino.

La diagnosi di tali difficoltà non può essere fatta prima dei sette anni (otto nel caso della discalculia), prima cioè che il bambino abbia avuto la possibilità di sperimentare tali apprendimenti e abbia avuto il tempo necessario per acquisire le relative competenze.

Tuttavia, già a partire dagli ultimi anni della Scuola dell’infanzia, il bambino sviluppa una serie di “prerequisiti” e competenze fondamentali che garantiranno il successo nelle fasi successive.

Ne consegue l’importanza che tutti gli insegnanti abbiano conoscenze in materia di DSA, che sappiano riconoscere indizi di rischio e acquisiscano le competenze e gli strumenti volti ad attenuare le conseguenze di una condizione di rischio.

L’insegnante in modo particolare, deve saper osservare e monitorare i progressi dei propri discenti e deve tener presente che, per un bambino con DSA, l’apprendimento non è impossibile, è solo più difficoltoso.

In definitiva, saper riconoscere precocemente i suddetti disturbi, è essenziale perché permette all’educatore, all’insegnante e a tutti coloro che in vari contesti e a vario titolo sono impegnati nell’istruzione/educazione, di svolgere la propria professione in maniera ottimale, provvisti di una preparazione sempre più ampia e completa. Una simile preparazione, consente di adottare strategie di insegnamento (anche mettendo in gioco la propria creatività) che motivano l’alunno e stimolano il suo potenziale, aiutandolo a superare difficoltà, ansie, ed evitare altri disturbi generalmente associati ai DSA.