Adolescenza, questa sconosciuta!

Non esistono manuali da seguire, né foglietti illustrativi.
La fase adolescenziale, nonostante sia un percorso obbligato, ci sorprende sempre un poco.
Inutile provare a darle dei limiti fissi.
Sì, insomma quando arriva, arriva. E bisogna aprire bene gli occhi per coglierne i vari segnali soprattutto perché non sempre lo sviluppo psicologico-emozionale coincide con quello fisico e poi non dimentichiamo che l’età varia tra le persone di sesso opposto.

AdolescenzaMa cosa accade durante questo meraviglioso periodo di transizione?

In quell’arco di tempo che va, approssimativamente, dai 13 ai 17/18 anni cominciano i primi cambiamenti somatici e psicologici e si perdono alcune caratteristiche proprie dell’infanzia. La sessualità raggiunge la cosiddetta forma alloerotica (attrazione sessuale per altre persone); il pensiero matura le forme logiche e l’egocentrismo infantile è superato.

Si fa largo il bisogno di socializzare con i coetanei e di essere solidali con loro, nel bene e nel male. Ciò che conta di più, durante l’adolescenza, per i ragazzi è la necessità di trovare dei punti in comune a livello sia comportamentale che di pensiero. Il tutto per distinguersi, il più possibile, dagli adulti.

Come tutti i cambiamenti, anche questo periodo di maturazione porta con sé disagi e malesseri che nella maggior parte dei casi provoca nel giovane confusione e difficoltà soprattutto per quel che riguarda la gestione delle relazioni.

L’irritabilità, il malumore, l’inquietudine tipica degli adolescenti sono, spesso, fonte di preoccupazione per i genitori con i quali nascono frequentemente liti e discussioni. La conflittualità genitori-figli, in qualche maniera, fa parte del passaggio dall’infanzia all’età adulta. Certo è che nelle famiglie in cui tendenzialmente si è sempre respirato un clima sereno, la conflittualità è sicuramente più bassa. In ogni caso, offrire ai propri figli la disponibilità al dialogo e all’ascolto è uno degli aspetti più importanti ai fini del miglioramento del rapporto. Ciò aiuterebbe, infatti, a prevenire il trasformarsi dei piccoli problemi nei grandi dilemmi dell’adolescenza.

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